Incontro con Marco Rodari, clown in scenari di guerra.

Mercoledì 6 novembre, in aula video, 6 classi del Liceo di Scienze Umane hanno avuto l’occasione di assistere all’intervento di Marco Rodari, clown in scenari di guerra.
Marco, che da circa 10 anni passa 6 mesi l’anno tra Iraq, Siria e striscia di Gaza, ci ha parlato della realtà drammatica e terribile della guerra così come davvero è, non come ci viene solitamente presentata, cioè in modo parziale e distorto dal filtro dei mass-media. Bombe ‘intelligenti’ e danni collaterali (definizione in cui rientrano anche le uccisioni dei bambini, spesso usati come scudi umani) sono solo alcuni dei concetti analizzati durante l’incontro.
Cosa succede ad un bambino che vive in mezzo alla devastazione, sotto un cielo attraversato dal frastuono di continui e ininterrotti bombardamenti? La gioia di vivere sembra sparire, insieme al sorriso, in un contesto dove non c’è più alcun motivo né occasione di meraviglia. Ma la scintilla dell’allegria dei bambini non si spegne mai del tutto e bastano un semplice gioco, un piccolo trucco di magia, un’espressione buffa per farla riemergere e divampare. E’ quella che stessa allegria che, di rimando, aiuta Marco e tutti coloro che scelgono di lavorare e vivere in luoghi di guerra a non perdersi d’animo, a mantenersi motivati per non crollare, a sentire che ne vale la pena, in una perfetta reciprocità.
“Perché basta una sola cosa bella –una sola- anche piccola, semplice, che però ti appassiona e ti piace, a tenerti a galla, a salvarti la vita. E se hai quella cosa, la guerra non la fai!”. Questo il messaggio più intenso e significativo che Marco ci ha voluto trasmettere e che, se vale più che mai in guerra, vale più in generale anche per chiunque di noi. Pur vivendo in luoghi sicuri, siamo infatti ugualmente chiamati a cercare i nostri talenti specifici, da coltivare e donare eventualmente anche agli altri, per non sprofondare nelle tante, piccole, possibili guerre personali di ogni giorno.
Dopo la prima ora di racconto, supportato anche da immagini video, gli studenti hanno avuto modo di fare a Marco domande sulla sua vita, le sue motivazioni, le sue difficoltà, ottenendo in cambio risposte a volte non facili, ma decisamente autentiche.

Un’esperienza rara, importante, molto apprezzata e che ha certamente lasciato il segno!