La firma di Elisabetta

Si può raccontare la libertà con un pennello? Si può sfidare il patriarcato del Seicento con la sola forza del talento? La risposta è un “sì” vibrante, risuonato con forza durante l’evento di Educazione civica che ha visto protagonista l’attrice Martina Vianovi nel monologo La firma di Elisabetta.
Attraverso la sua interpretazione, l’artista ha ridato voce a Elisabetta Sirani, pittrice bolognese del XVII secolo che, tra delusioni, ostacoli e frustrazioni, ma con una determinazione d’acciaio, rivendicò la propria identità firmando le sue opere in un’epoca che voleva le donne invisibili o semplici “strumenti” nelle mani di padri e maestri.
Il dibattito seguito allo spettacolo ha dimostrato quanto il tema sia ancora vivo e sentito: le domande dei ragazzi e delle ragazze, mai banali e spesso nate dall’emozione del momento, hanno aperto un dialogo profondo sul ruolo della donna, sui diritti e sulla libertà di essere se stesse.
Ma il cuore pulsante della mattinata sono stati i contributi tematici preparati dalle classi.
La 5AL ha incantato con le sue Cartoline d’autore, un viaggio visivo dedicato alla figura femminile nella storia dell’arte. I lavori saranno presto affissi anche nei locali della scuola e potranno essere consultati liberamente tramite un QR code appositamente realizzato.
La 4B ha allargato lo sguardo alla letteratura e all’imprenditoria femminile, offrendo un ritratto originale di Luisa Spagnoli. In un gesto simbolico di ringraziamento, alla regista è stato donato proprio il Bacio Perugina, celebre invenzione dell’imprenditrice.
La 5CL ha proposto una carrellata storica della figura femminile: dalla sottomissione del Settecento alle ferite del fascismo, fino alla donna moderna, libera e consapevole. Il tutto accompagnato da una voce narrante che recitava i versi di Marianne Williamson: “Se noi lasciamo la nostra luce splendere, inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso”.
La mattinata si è conclusa con un momento di forte impatto emotivo grazie alla 4CL. Sulle note di Esseri umani di Marco Mengoni, cantata dal vivo da tre studentesse, due ballerini hanno dato vita a una performance intensa, fatta di grazia e forza. Il contrasto era visivamente potente: sullo sfondo, cartelloni carichi di stereotipi da combattere; in primo piano, la bellezza dell’inclusività e dell’uguaglianza.
L’evento ha così superato i confini della semplice rappresentazione per trasformarsi in un autentico laboratorio di cittadinanza attiva. Perché l’Educazione civica non è solo una disciplina da trasmettere in via teorica, ma un percorso di partecipazione che si realizza concretamente attraverso la pluralità dei linguaggi — dall’arte alla danza, dalla letteratura alla storia. E perché partecipare significa anche avere il coraggio di “metterci la firma”.

